La Guardia Costiera e il diporto nautico

11 giugno 2018 news nautica elbana
La Guardia Costiera e il diporto nautico

In origine la navigazione da diporto era regolamentata esclusivamente dal Codice della Navigazione (articoli dal 213 al 218) avendo riguardo ai requisiti delle navi da diporto, al personale di bordo, alla facoltà di costruzione riconosciuta ai soci delle associazioni nautiche e alla possibilità di esercitare, senza fine di lucro, la pesca con navi da diporto.


Così facendo, il legislatore dell'epoca riconosceva importanza a tale tipo di navigazione e contestualmente dettava una normativa più agile e snella, individuando alcune deroghe in materia rispetto alla normativa codicistica.


Agli inizi degli anni '70 venivano emanate le «Norme sulla navigazione da diporto» (Legge 11 febbraio 1971, n. 50) che, riconoscendo la specialità del settore, decretavano una propria specifica regolamentazione, costituita da un vero e proprio corpus di norme. Da allora la navigazione da diporto fu considerata «navigazione speciale», avente finalità ludiche e ricreative, differente rispetto alla normativa generale dettata dal Codice della Navigazione. 


La Legge 8 luglio 2003, n. 172,  recante «Disposizioni per il riordino e il rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico» ha innovato la previgente disciplina dando impulso allo sviluppo del turismo nautico in Italia, avviando il processo di riforma della nautica da diporto.

 
Carattere di specialità della disciplina del diporto

Il Decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171 - c.d. "Codice della Nautica da Diporto" - e il Decreto ministeriale n. 146/2008 costituiscono la fonte principale di disciplina della materia e, per tutto quanto non espressamente previsto, si applicano le leggi, i regolamenti e gli usi di riferimento ovvero, in mancanza, le disposizioni del Codice della navigazione.


Tipologie di unità da diporto

Le unità da diporto si distinguono (art. 3 del codice del diporto) in base alla lunghezza in:

- natanti da diporto fino a 10 metri,
- imbarcazioni da diporto, oltre i 10 e fino ai 24 metri,
- navi da diporto oltre i 24 metri sia a vela che a motore

La navigazione da diporto può essere effettuata per scopi sportivi o ricreativi dai quali esuli il fine di lucro (pleasure yacht) o per fini commerciali. In quest'ultimo caso l'unità da diporto è impiegata in:

1. Contratti di locazione o noleggio (commercial yacht);

2. Insegnamento professionale della nautica da diporto;

3. Appoggio ai centri d'immersione (c.d. Diving).

4. Alle citate tipologie di utilizzo delle unità da diporto, si aggiunge la categoria delle "Navi in navigazione internazionale adibite esclusivamente a noleggio per finalità turistiche" (c.d."SuperYacht").


Compiti del Corpo in materia di diporto

Il Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera - oltre alla preminente competenza sui controlli relativi alla sicurezza della navigazione (art. 9, L. 172/2003) - svolge importanti funzioni amministrative riguardanti principalmente:

- la proprietà navale: tenuta dei Registri, da parte delle Capitanerie di porto e degli Uffici circondariali marittimi, presso i quali vengono iscritte le unità da diporto;

- il rilascio della licenza di navigazione e del certificato di sicurezza (documento di bordo che attesta la navigabilità delle navi e delle imbarcazioni da diporto);

-  il riconoscimento e rilascio di titoli professionali marittimi per il diporto;

- il rilascio delle patenti nautiche e tenuta dei relativi registri;

- vigilanza sulle attività delle scuole nautiche.


Infine,​ il Corpo svolge funzioni di polizia amministrativa e giudiziaria anche in materia di diporto, allo scopo di scoraggiare eventuali condotte riconducibili a tale settore (documenti di bordo, pesca sportiva, mancanza dotazioni di sicurezza, rispetto delle distanze dalla costa ecc.). 

 

LE 10 PRINCIPALI SANZIONI PER LE UNITA' DA DIPORTO

www.guardiacostiera.gov.it

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Cosa dicono di noi

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