Le prese a mare, ultima barriera tra la più importante riserva di galleggiamento ed il mare

26 luglio 2018 notizie tecniche
Le prese a mare, ultima barriera tra la più importante riserva di galleggiamento ed il mare

Fa parte della normale manutenzione occuparsi delle valvole delle varie prese a mare sullo scafo della propria barca.
 
Quasi tutte, quando superano il pollice di diametro, tendono a bloccarsi a causa delle incrostazioni da calcare negli scarichi o della vegetazione e fauna incrostante nelle prese in aspirazione. Fra tutte, le più sensibili a questo fenomeno di bloccaggio sono le valvole a sfera, oggi largamente impiegate in questo tipo di utilizzo.

Queste valvole, sono anche le meno controllabili perché la sfera che normalmente scorre fra due tenute in teflon o altro materiale sintetico, una volta rigata, comprometterà per sempre la tenuta della valvola anche nel caso si riuscisse a renderla nuovamente azionabile.

La corrosione elettrochimica che viene stimolata dalla differenza di potenziale elettrico con le boccole passa-scafo su cui sono installate le valvole, spesso contribuisce ulteriormente a rovinare questi componenti così importanti per la sicurezza della barca.


Un tipo di valvola molto usato in passato e la cui invenzione risale addirittura agli antichi Romani, è la valvola a maschio, ben conosciuta nell’area anglosassone e nord-europea. Le valvole a maschio possono essere facilmente revisionate anche con mezzi molto artigianali e con semplice pasta a smeriglio.

Molti avranno sostituito ripetutamente la classica valvola a sfera in acciaio inox da 1″ e 1/4 dello scarico delle acque nere del WC.


Un’ottima alternativa, poiché meno sensibile alle incrostazioni, è costituita dalla valvola in Marelon, ma anche queste ultime destinate prima o poi a rovinarsi e, nonostante le ottime doti del materiale con cui sono costruite, più sensibili alla frattura se colpite inavvertitamente da corpi contundenti.


Altro tipo molto usato per questo impiego è quello detto a disco cuneo o più comunemente saracinesca, sensibile in questo caso alla perdita di tenuta da incrostazione sulle sedi. Se ne vede un esempio nelle figure seguenti.


Ultimo tipo è quello denominato a globo, ben conosciuto anche questo e molto usato per le sue buone caratteristiche di tenuta e durata di cui si vede un esempio in questa immagine.

Anche questo tipo però, come tutte le altre ha il fluido che viene a contatto dello stelo di comando della valvola almeno quando questa è aperta ed ha quindi una possibile via di perdita verso l’esterno del corpo ed un ulteriore organo che può usurarsi ed incrostarsi.


Vi sono valvole la cui  tenuta è effettuata da un globo rivestito di un elastomero che garantisce sicurezza anche con una sede moderatamente incrostata e questo elastomero si espande fino alla flangia del coperchio-valvola con una specie di soffietto, impedendo di fatto il contatto tra il fluido e lo stelo di azionamento della valvola che è comunque protetta da tenute per una doppia sicurezza.

Anche la manutenzione della valvola è semplificata dal fatto che si può estrarre ed eventualmente sostituire il coperchio e l’otturatore in una sola soluzione senza dover rimuovere il corpo valvola dalla sede in cui è installato.


Non si deve dimenticare che le valvole installate sulle prese a mare dello scafo, sono l’ultima barriera tra la più importante riserva di galleggiamento ed il mare.

 

www.nauticareport.it

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